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2002 Torino

Torino, 17 maggio 2002
Fiera internazionale del libro: Il dono dell unità.
Storia, attualità e speranze del dialogo tra cattolici e ortodossi.
Athanasios Hatzopoulos.

Il breve tempo disponibile mi costringe di focalizzare i punti rilevati qui esclusivamente sull attualità del dialogo tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Grecia. Sul piano teologico, nonostante le diverse difficoltà affrontate finora, le due Chiese sono in dialogo dal 1980 insieme con le altre Chiese ortodosse. L auspicio è che si possa arrivare all unità originaria della fede e della conoscenza di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, nel qual caso si ristabilirà anche la piena comunione tra le Chiese. Dunque, oltre al dialogo teologico, quello che vorrei mettere in rilievo qui sono due sviluppi recenti i quali allargano le buone relazioni tra le due Chiese.

Il pellegrinaggio giubilare di papa Giovanni Paolo II sulle orme di San Paolo in Grecia nel 4 maggio 2001 fù una iniziativa coraggiosa che ha fatto breccia nel muro antico della diffidenza dando una spinta alla speranza e alla buona volontà.  Sbagli umani del passato rimangono in fondo della memoria dei fedeli e alzano un blocco di ostacoli non facilmente superato. La situazione si presenta da una parte come manifestazione di rispetto cristiano davanti alla fede apostolica e alla testimonianza dei martiri e dei Padri della Chiesa. Dall altra parte abbiamo una certa paura creata difronte alla speculazzione politica ed espansionista la quale può oscurare la motivazzione la più pura possibile. Quante volte abbiamo parlato del numero dei fedeli delle nostre Chiese senza indicare chiaramente che questo elemento non ha nessun valore nella missione della Chiesa a parte della qualità, l autenticità e l integrità dei principi evangelici manifestati nella nostra vita in Cristo. Nel contesto di una mentalità di quantità anche i motivi i quali non spettano ad altro che alla realizzazione dell unità dei cristiani possono perdere il loro senso. Con il suo viaggio in Grecia il Papa chiaramente ha voluto mostrare che c è un punto di partenza oppure di rilancio per gli sforzi necessari per non perdere di vista il camino verso l unità.
Per cogliere i frutti preziosi da questa visita storica del Papa penso che sia necessario prima ricordare che non abbiamo il diritto di disprezzare la voce di quei che richiedono la garanzia dell integrità della fede e richiedono la trasparenza, l onestà e la prudenza. Dall altra parte dobbiamo avere e mostrare il coraggio per fare tutto il possibile per costruire e conservare il ponte di dialogo basato sui pilastri della libertà, della giustizia, della pace e della solidarietà senza commettere gli errori che possono far affondare i traghetti di comunicazione. Per rispondere a queste preoccupazioni il Papa e l Arcivescovo di Atene si sono messi d accordo su una dichiarazione congiunta letta sull Areopago sovrastato dal bianco marmo del Partenone. In questa dichiarazione hanno chiesto insieme che non vi siano più divisioni fra quelli che in ogni luogo invocano il nome di Cristo condanando ogni ricorso alla violenza, al proselitismo, al fanatismo in nome della religione . Hanno affermato che le relazioni fra i cristiani, in tutte le loro manifestazioni, debbano essere caratterizzate dall onestà, dalla prudenza e dalla conoscenza dei problemi in questione . Hanno anche lamentato nel vedere che guerre, massacri, torture e martirio costituiscono per millioni di nostri fratelli una terribile realtà quotidiana e ci impegnano ad agire affinché prevalga ovunque la pace . Un punto significativo fù rilevato dal arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Cristodoulos, nel suo discorso. Desideriamo lavorare , ha rimarcato, con la benedizione del Signore, alla formazione dell Europa unita....che rispetti tanto le sue minoranze quanto la libertà di ciascuno dei suoi popoli di custodire la propria fede, lingua, cultura e tradizione, in altre parole la propria identità spirituale. Non lavoreremo né per accrescere l influenza di una Chiesa a spese dell altra, né per rafforzare la nostra superiorità sulla base di criteri secolari che sono estranei alla nostra spiritualità, ma per contenere l insaziabile appetito dell ingiustizia, per alleviare la sofferenza dei bambini di Dio, per offrire all uomo del XXI secolo l unico Vangelo di vita, grazia e libertà, per portare la speranza della fede all uomo contemporaneo che, mentre è inondato di beni materiali e di successi tecnologici, soffre molto per la mancanza di speranza, pace interiore e certezza .

Dopo la storica visita di Giovanni Paolo II ad Atene una delegazione qualificata della Chiesa ortodossa greca, composta da quattro vescovi, ha visitato dal 8 fino al 13 marzo scorso il Vaticano. Nella capacità del quarto vescovo di quella delegazione posso dire che la visita, con la grazia di Dio, fù un passo importante nel processo di avvicinamento tra la Santa Sede e la Chiesa di Grecia. Il Pontefice ricevendoci in udienza ne ha sottolineato il significato affermando che conoscenza personale e reciproca, scambio di informazioni e un franco dialogo sono i mezzi per stabilire le relazioni tra le nostre Chiese relazioni che costituiscono il preambolo indispenasabile per poter progredire in uno spirito di fraternità ecclesiale... per attuare una collaborazione che permetterà a cattolici e ortodossi di offrire insieme una testimonianza viva del loro patrimonio cristiano comune . Dalla sua parte l arcivescovo Cristodoulos ha scritto nella sua lettera a Giovanni Paolo II che grandi ed importanti sono i legami tra le due Chiese chiamate a creare un ponte di comunicazione, di riconciliazione e di fiducia tra noi nell Unione Europea, affinché la nostra testimonianza di cristiani sia più intensa, più credibile e più efficace in una società che sta per perdere i valori tradizionali della fede in Cristo Redentore .

Il motivo di questa visita era di dare un seguito alla visita del Papa ad Atene e stabilire un clima di conoscenza reciproca con lo scopo di unire le forze e soccorrere insieme, per quanto sia possibile, un umanità spiritualmente in crisi. L arcivescovo Cristodoulos nella sua lettera, come pure gli altri membri della delegazione, hanno sottolineato l importanza della collaborazione tra le due Chiese sui temi dell avvenire dell Europa, della famiglia, della società da costruire nel Terzo Millennio, della bioetica, dell insegnamento cristiano, dell indifferentismo religioso, della secolarizzazione e della mobilità umana.

Sul piano europeo la collaborazione tra le due Chiese può avere un risultato positivo per mostrare efficacemente le radici cristiane dell Europa avvanzando la coscienza di sguardo verso la comunità cristiana originale arricchita atraverso i secoli con tradizioni diverse. In vista del lavoro per una nuova costituzione europea  che spetta all unità dei popoli del continente i cristiani devono uscire da quel vortice che li fa inerti e con occhi chiusi davanti alle sfide di oggi. Davanti ai centri di potere europeo sempre più secolarizzati i cristiani devono provare che possono lavorare insieme per costruire una società giusta, fraterna e più solidale ispirati dal Vangelo. Se la luce di Cristo risorto dai morti non illumina la vita dei cristiani e essi si lasciano ispirarsi solo dai fallimenti del passato, sono condanati a caminare nelle tenebre. La Chiesa ha come dovere di convocare tutti a collaborare perchè le lacrime sulla via contorta che porta al Calvario cessino per dar via alla gioia della risurrezione. Questa gioia e legata con il mandato di portare la pace che abbiamo ricevuto dal nostro Signore. Non dimentichiamo che i fondamenti della fede dei santi sono alla base della vita di ogni cristiano; pero nessuno non può identificarsi come recipiente privilegiato ella grazia di santità se la pace di Cristo non sia manifestata chiaramente nella sua vita.

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